Dal 29 marzo al 12 aprile siamo stati in missione presso l’ospedale gestito dai padri della Consolata nella località di Ikonda in Tanzania a 2050 mt. di altitudine sulle montagne dell’Ukinga al confine con il Malawi.
Abbiamo raggiunto Ikonda dopo due giorni di viaggio dalla città di Dar Es Salam.

L’ospedale è un presidio sanitario di primo livello che offre assistenza qualificata ad una delle zone più povere della Tanzania, dove affluiscono numerosissimi pazienti provenienti dai tanti villaggi circostanti. Ha reparti di degenza di Medicina generale, Pediatria, Chirurgia Generale, Ortopedia, Ostetricia e ginecologia, Urologia, Laboratorio analisi, Radiologia con Tac e RMN, sale operatorie diversificate secondo la specialità e l’ICU l’unità di terapia intensiva composta da 7 postazioni polivalenti.

È presente un ambulatorio di Cardiologia dove si eseguono ECG ed Ecocardiogrammi, ma non ci sono Cardiologi. Nonostante la calorosa accoglienza di Padre Marco Turrà che gestisce l’ospedale, e degli altri padri sia locali che italiani, l’operatività cardiologica è apparsa carente sia dal punto di vista strumentale che formativo.
Nell’ospedale c’è un’alta affluenza di cardiopatici gravi con patologie sovrapponibili a quelle occidentali (cardiopatia ischemica, cardiopatie ipertensive ed anche cardiopatie reumatiche).
Pochi bambini erano presenti nonostante la malattia reumatica sia una malattia endemica localmente, ma la ragione è apparsa subito chiara: la gente non afferiva poiché non vi era rispondenza di gestione e terapia.
Ascanio Giannini, nostro caposala di terapia intensiva ha provveduto al ripristino di 3 ventilatori polmonari e di 4 monitor multiparametrici. Ha svolto attività formativa strumentale presso la UTIC locale e un minicorso sulla elettrocardiografia rivolto a medici ed infermieri locali.

Elisabetta Zachara ha svolto una lezione sui principali argomenti di cardiologia ed abbiamo potuto seguire insieme alcuni casi, illustrando quali sono le necessità strumentali e farmacologiche per la cardiologia clinica e le procedure standardizzate che devono essere garantite attraverso un’adeguata formazione professionale del personale infermieristico oltre alla necessità di dotarsi con urgenza di nuovi ventilatori polmonari, monitor multiparametrici e defibrillatori.


Siamo in contatto costante con il responsabile dell’ospedale per consigli e indicazioni sulle modalità operative relative all’ICU e programmeremo una nuova missione nel mese di dicembre.

